Viaggio in Italia di una chef agroecologica

Abbiamo seguito l’ultimo viaggio di Chiara Damiano. La chef è appena tornata da un tour che l’ha portata in giro per l’Italia a visitare aziende agricole e piccoli produttori sostenibili e ci ha raccontato com’è andata.


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Chiara Damiano è un’imprenditrice, chef e titolare di Pasticci’amo, un bistrot con pasticceria e panificio di Campo Ligure, uno dei borghi più belli della Liguria.  Abbiamo avuto modo di conoscerla meglio negli ultimi anni, dopo che la sua passione per la sostenibilità in cucina l'ha portata ad avvicinarsi a Terra!. Da tempo infatti Chiara sta mettendo in atto piccole azioni di trasformazione del suo bistrot che hanno però un grande impatto in termini ambientali e sociali.

La partenza dalle radici del Molise

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“Siamo partiti dal Molise perché mio papà è molisano” ci racconta Chiara “lì abbiamo un terreno con centinaia di ulivi e diversi amici agricoltori con cui condividiamo la stessa filosofia di lavoro incentrata sulla sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni”. La passione che Chiara mette nel suo lavoro è seconda solo alla sua capacità di fare rete. Sono infatti l’amore per la terra e la voglia di collaborare con le piccole realtà territoriali i motivi che hanno spinto Chiara ad aprire un bistrot.

“La prima azienda che abbiamo visitato e che voglio raccontarvi è Biosapori, a Casacalenda, in provincia di Campobasso. Questo è un laboratorio incredibile in cui vengono trasformati frutta e ortaggi biologici. Per il bistrot noi acquistiamo i loro succhi di frutta che sono fuori dal comune, perché fatti solo di polpa. Non vi nascondo che a volte ai bambini non piacciono perché abituati a prodotti industriali dal gusto molto diverso! Il loro lavoro ci piace moltissimo perché trasformano la frutta in meno di 24 ore dalla raccolta e utilizzano anche frutti tradizionali del territorio come il prugnolo”.

Già da questo primo incontro, si capisce come la passione di Chiara e Andrea, suo compagno nella vita e nel lavoro, li porti a una ricerca di fornitori che abbiano la loro stessa vocazione alla cura e alla tutela dell’ambiente e del territorio.

L'agroecologia nei vigneti e nei campi del centro Italia

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"Ci siamo poi spostati nel Comune di Toro, sempre in provincia di Campobasso, dove la cantina Herero produce vini fantastici da varietà autoctone. Noi acquistiamo il rosso ottenuto da uve tintilia. Qui la vigna non riceve interventi meccanici ma solo manuali, non c’è irrigazione e la loro cantina è alimentata totalmente da energia solare”. “Dal Molise” continua Chiara “chi siamo spostati in Umbria, a Orvieto, dove siamo andati a trovare Giulio Bottai e la sua Tenuta Le Velette. Lo abbiamo conosciuto grazie al capitolo che Fabio Ciconte gli ha dedicato in Fragole d’inverno, dopo averlo letto l‘ho subito contattato e da lì è nato un bel rapporto di amicizia”.

“Da qui poi ci siamo inoltrati sulle alture Bolognesi, arrivando a Loiano al Mulino Agricolo Poggiolone. Qui il titolare ci ha parlato del suo lavoro e di come ha scelto di intraprendere questa strada. Abbiamo visitato il suo laboratorio e i campi dove coltivano grani antichi e mais in biologico. Farine fantastiche che usiamo per il nostro pane e i nostri grissini. È da esperienze come questa che è nata l’idea di dare vita a una nostra filiera di “prodotti delle radici”, una linea di prodotti frutto del lavoro di agricoltori virtuosi che tutelano il territorio e la biodiversità”.

"Infine siamo tornati verso la Liguria con il furgone pieno e carichi di prodotti e regali, ma soprattutto di entusiasmo per aver stretto queste collaborazioni con realtà virtuose che credono nel cambiamento e lo attuano giornalmente". 


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