Produttori

Sostenibilità, etica e amore per il territori: questi i principi che condividiamo con le aziende agricola con cui abbiamo coltivato legami in questi anni. Alcune hanno iniziato a cambiare approccio solo di recente, travolte dagli effetti della crisi climatica.

Sono aziende medio-piccole, con cui abbiamo lavorato a progetti sul campo, condiviso battaglie politiche, avviato percorsi formativi, raccolto denunce e bisogni per le nostre inchieste e campagne di advocacy. 

Sono il volto sano del comparto agricolo del nostro Paese.  E sono quelle con cui condividamo una visione futura di agricoltura, di ambiente e di pianeta. 

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Agricola Cabotina

Agricola Cabotina

A Triora, nella Valle Argentina, Tania e Daniele coltivano frutta e verdura con l’obiettivo di massimizzare sia il contenuto di nutrienti del loro raccolto, sia la salute del terreno che lo produce. Nell’ottica del rispetto dell’ecosistema che circonda le piante, i loro metodi di coltivazione seguono le pratiche del no-dig (evitare di smuovere il terreno per proteggere quei microrganismi che si occupano di nutrire la pianta) e dell’agroforestazione (coltivare nella stessa unità specie arboree perenni insieme a seminativi e/o pascoli). Non usando pesticidi, l’obiettivo è quello di permettere alle piante di rafforzare le loro difese naturali da agenti patogeni esterni. Per ridurre il loro consumo di energia e di risorse, sono riusciti a creare un sistema che non ha bisogno di refrigerazione artificiale. L’azienda gioca anche un ruolo importante nella promozione del ricambio generazionale nel settore e della partecipazione attiva del consumatore, tramite l’organizzazione di corsi di formazione, sessioni di consulenza e di una Comunità di Supporto all’Agricoltura.

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Agricola Mpidusa

Agricola Mpidusa

A Lampedusa, Terra! ha lanciato il progetto Lampedusa Eco Farm, con l’obiettivo di avviare alla produzione agricola alcuni territori abbandonati sull’isola. Nell’ambito di questo progetto è nata Agricola Mpidusa, una cooperativa sociale che restituisce al territorio la sua sovranità alimentare, insieme ad opportunità di impiego per le fasce più giovani. Di fronte al forte vento e alla desertificazione del territorio, il progetto adotta tecniche ecologiche per usare in modo ottimale le scarse risorse. I terreni vengono coltivati con colture diversificate ed alternate per permettere ai terreni di rigenerarsi, mentre l’irrigazione avviene con un impianto ad alta efficienza. L’obiettivo di Agricola Mpidusa e quello di dimostrare che anche in un “hotspot climatico” come Lampedusa, l’agroecologia offre soluzioni in grado di adattare la produzione ai climi più ostili, rispettando allo stesso tempo il territorio e le sue risorse.

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Ara del Re

Ara del Re

Dal 1997, a Roccalvecce, nella Tuscia Viterbese, Ara del Re coltiva sui suoi 6 ettari 1.200 olivi, combinando tradizione e sostenibilità. Da vent’anni, l’azienda ha abbandonato le pratiche coltivazione tradizionale, convertendosi al biologico. Per ridurre la sua dipendenza da fonti energetiche esterne, è stato anche installato un pannello di impianti fotovoltaici sul tetto del laboratorio.  Tramite l’inerbimento dell’oliveto (ovvero il rivestimento del terreno occupato dagli alberi con una copertura erbacea) i produttori sono in grado di aumentare la sostanza organica del terreno, migliorarne la struttura, riducendo allo stesso tempo la quantità d’acqua necessaria all’irrigazione. Nel suo piccolo frutteto, l’azienda coltiva anche antiche varietà locali di frutta e verdura, contribuendo alla preservazione della biodiversità agricola.

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Azienda Agricola Ceglia

Azienda Agricola Ceglia

Dal 1986, ad Ardea, in Provincia di Roma, l’azienda agricola Ceglia coltiva sui suoi 15 ettari kiwi, vigna e ulivi. Seguendo i dettami del metodo biodinamico, i loro sistemi di produzione si sviluppano in armonia con l’ambiente in cui lavorano. La concimazione, l’allevamento e la coltivazione avvengono tramite pratiche che rispettano la vitalità e fertilità del terreno.  I prodotti non vengono sottoposti a trattamenti o concimazioni chimiche e la terra viene lavorata il meno possibile. In questa ottica, l’azienda fa uso del sovescio (semina di graminacee, brassiche e leguminose) per restituire al terreno nutrimento e migliorarne la struttura. Come concimi vengono usati esclusivamente cornoletame e cornosilice. L’azienda è interamente alimentata da fonti rinnovabili. Per raggiungere l’autosufficienza energetica, nel 2010 è stato installato un impianto fotovoltaico da 174 Kwp. Dal punto di vista idrico, i campi sono irrigati con acqua piovana, o proveniente dalle loro falde acquifere.

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Cascina Bosco Fornasara

Cascina Bosco Fornasara

Cascina Bosco Fornasara è un’azienda agricola a conduzione familiare che dal 2016 coltiva riso, miglio, fagioli, piselli, avena e grano saraceno a Nicorvo, in provincia di Pavia. Qui, Ilena e Roberto curano gli oltre 40 ettari del terreno di famiglia che, con pazienza e tenacia, hanno deciso di convertire all'agricoltura rigenerativa e biologica, ricreando un ambiente sano per le colture e la fauna, anche attraverso la piantumazione siepi e filari e la minima lavorazione. In un territorio indebolito dalla monocoltura massiva, Cascina Bosco rappresenta una realtà capace di conciliare il lavoro e la produzione con un impegno a favore dell’ambiente e delle persone. I cereali seminati in campo sono di antiche varietà e, in via sperimentale, l’azienda sta avviando trasemine e semine consociate. Non vengono utilizzati fertilizzanti, erbicidi, antiparassitari e fungicidi di sintesi. A tutto questo, si affianca anche il lavoro che Ilena e Roberto portano avanti per la tutela del territorio attraverso il Gruppo di Azione Locale e un’associazione che hanno costituito.  

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Colle Berardino

Colle Berardino

A Rocca Sinibalda, dell'appennino reatino, Alice e Federico hanno in gestione 5 ettari di terra dove coltivano legumi, cereali ed altre piante e producono olio e miele. L’azienda contribuisce alla lotta alla perdita della biodiversità. Collaborando con altre realtà del territorio ha creato una filiera di produzione di farine, pane e pasta realizzate con grani locali antichi. Dal 2020, questa rete è diventata un’impresa : la Cooperativa Grani Antichi del Reatino. Al suo interno ci sono contadini, trasformatori, rivenditori e associazioni. Colle Berardino si prende cura della terra che li ospita, limitando al minimo l’uso di input esterni, in favore della restituzione al suolo della sostanza organica sottratta, come dimostra l’uso degli scarti delle potature per la pacciamatura (al posto di coperture in plastica).

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Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio

Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio

La Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio si estende su 22 ettari tra le colline al nord di Roma. Cereali, legumi, ortaggi a basso impatto idrico, ortaggi invernali e alberi da frutto a rischio erosione genetica, trovano spazio su terre pubbliche conquistate dalla Cooperativa nel 2015, dopo una lunga battaglia per concedere terreni pubblici inutilizzati ai giovani agricoltori, sostenuta da Terra! Nel segno della multifunzionalità, la Cooperativa porta avanti attività di fattoria didattica, formazione, agriristoro. Un aspetto fondamentale del lavoro di Co.r.ag.gio è l’approccio agroecologico, che si traduce in pratiche agricole come il sovescio e le rotazioni per arricchire il suolo e garantire la conservazione della biodiversità. Importanti anche le pratiche di adattamento ai cambiamenti climatici, come ad esempio  l’aridocoltura, portata avanti tramite la selezione di varietà resistenti alla siccità e che chiedono l'impiego di poca acqua. L’impegno e l’attivismo sul tema delle terre pubbliche ai giovani agricoltori è il punto di forza del lavoro della Cooperativa. Per questo, Co.r.ag.gio è diventata uno dei casi studio di accesso alle terre pubbliche che ha dato ispirazione al progetto nazionale SIBATER di accesso alle terre. I prodotti della cooperativa sono acquistabili sul sito o in loco. 

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Cooperativa Sociale Altereco

Cooperativa Sociale Altereco

Nasce nel 2008 e dal 2011 gestisce Terra Aut, un bene confiscato alla mafia, a Cerignola (FG) in Contrada Scarfone. La cooperativa unisce giovani impegnati nella promozione e sensibilizzazione di temi quali l’agricoltura sociale e sostenibile, l’antimafia sociale e l’intercultura. La Cooperativa tra le sue molte attività gestice un bed & breakfast e una fattoria didattica e promuove progetti di agricoltura sociale rivolti a detenuti e ex detenuti. Nei suoi terreni sorgono un orto invernale ed uno estivo e sono presenti ulivi e alberi da frutto da cui vengono prodotti ogni anno olio extravergine di oliva, olive da tavola, melograni, ortaggi, uva da vino e tavola, confetture di uva e prodotti trasformati.

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Deanocciola

Deanocciola

Tutto il buono del Made in Italy. È nella Tuscia Viterbese, in un territorio ancora incontaminato al confine tra Umbria, Lazio e Toscana che da oltre 60 anni vengono prodotte con passione e grande esperienza creme spalmabili interamente biologiche.La lunga tradizione di famiglia che inizia nei primi anni del secolo scorso con la coltivazione di un piccolo noccioleto alle falde dei Monti Cimini prosegue fino ai nostri giorni con la fondazione dell’azienda e la creazione del marchio Deanocciola che negli anni è diventato un punto di riferimento per il mercato vegan e bio Lavorare con cura le materie prime nel rispetto dell’ambiente e della tradizione offrendo un prodotto di ottima qualità è l'obbiettivo che Deanocciola si prefigge. Tutte le materie prime utilizzate nelle lavorazioni vengono attentamente selezionate da esperti e sottoposte a severi controlli di qualità.Tutto il ciclo produttivo avviene all’interno dello stabilimento dove operai e tecnici altamente specializzati monitorano continuamente i processi produttivi garantendo i più alti standard qualitativi.

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Fattoria Biologica Il Papavero

Fattoria Biologica Il Papavero

Ad Aprilia, in Provincia di Latina, la fattoria Il Papavero lavora i suoi campi seguendo un modello di agricoltura sostenibile e biologico, senza l’uso di pesticidi chimici e rispettando la naturale stagionalità delle coltivazioni. L’azienda lavora per difendere la biodiversità agricola e animale dei suoi terreni. Recentemente, è stato inaugurato un nuovo frutteto dedicato alla coltivazione di frutta antica, mentre il taglio dell’erba viene eseguito rispettando i cicli vitali degli insetti impollinatori. Con la transizione al biologico hanno fatto un altro passo avanti in questa direzione: la presenza di farfalle è aumentata del 70%, mentre la fauna locale (i.e., Falchi, Istrici e Tassi) ha cominciato a ripopolare la zona. Il Papavero fa anche uso responsabile delle sue risorse idriche. L’uso di impianti di irrigazione a goccia riduce lo spreco d’acqua legato all’annaffiamento.

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Fauno Azienda Agricola

Fauno Azienda Agricola

Dal 2015, nel parco naturale dei Monti Aurunci, le ragazze e i ragazzi dell’Azienda Agricola Fauno praticano attività di agricoltura, apicoltura e allevamento in armonia con il territorio in cui si trovano. Fauno rappresenta un esempio di ricambio generazionale all’interno del settore. Infatti Samuele, Martina e Marco, che hanno fondato l’impresa, sono giovani contadini di prima generazione, che dal 2015 hanno progressivamente appreso nuovi metodi di coltivazione e produzione. L’azienda promuove anche attività di sensibilizzazione del consumatore. In cantiere c’è il progetto #casavacanzarurale, una serie di workshop didattici e passeggiate per conoscere meglio l’azienda e la zona in cui si trova.

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Il Frutteto di Bersej

Il Frutteto di Bersej

Nel 2012 a Portula (Biella), nasce il frutteto di Bersej, un’azienda a conduzione familiare che fa del chilometro zero un suo punto di forza.  L’azienda coltiva il frutteto che Agostino (il titolare) ha ereditato dal padre e ne trasforma il raccolto nei suoi laboratori direttamente sul posto, creando una filiera corta e locale che riduce gli sprechi legati al trasporto. Il modello produttivo del Frutteto di Bersej rispetta il suolo e le sue risorse. La frutta viene coltivata secondo la sua naturale stagionalità e non vengono usati antiparassitari e diserbanti. Per ridurre il consumo idrico dovuto all’irrigazione, è stato implementato un sistema di raccolta dell’acqua piovana. L’azienda è anche presente sul territorio. Tramite i suoi eventi entra in contatto e fa rete con le altre realtà della zona, con cui collabora per offrire nel suo Home Restaurant una selezione di piatti composti interamente da prodotti locali.

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L'Orto di Clapi

L'Orto di Clapi

Nella provincia romana, vicino Campagnano, Lorenzo Maggi, insieme al suo team di Cinciarelle, Coccinelle ed altri animali “utili”, coltiva il suo ettaro di terreno seguendo pratiche agronomiche che rispettano i bisogni e i cicli della terra. Quello de L'Orto di Clapi è un sistema di permacultura che crea un equilibrio stabile e duraturo, che è in grado di riprodursi nel tempo e che ha un bisogno ridotto di input esterni.  L’azienda protegge il suolo lavorandolo al minimo ed evitando l’uso di pesticidi. L’azione congiunta delle varie specie di piante ed animali che popolano il terreno crea un sistema antiparassitario naturale che non inquina l’area circostante con pesticidi chimici.  L’Orto di Clapi contribuisce anche alla lotta contro la perdita di biodiversità agricola. Nel campo vengono coltivate ortaggi più antichi (o “dimenticati”), insieme ad erbe e bacche spontanee tipiche del territorio.

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La scoscesa

La scoscesa

A Gaiole in Chianti, in Toscana, Lorenzo Costa ha dato inizio ad un progetto di permacultura con l'obiettivo di costruire un ecosistema sostenibile, resiliente e rigenerativo. Una scelta in controtendenza in un territorio segnato dalla presenza di monocolture di vite a perdita d'occhio. Il sistema di produzione è disegnato per raggiungere l'autonomia da input esterni. L'azienda è "off-grid", ovvero alimentata da un sistema fotovoltaico locale, riducendo le emissioni e gli sprechi. Il terreno è reidratato da bacini che raccolgono l'acqua piovana e la reintroducono nella falda acquifera. La naturale potenzialità delle piante è rivalorizzata evitando di ripiantare i semi quando non è necessario. L'azienda produce una selezione diversificata di colture. Questo rende il suo sistema agricolo resiliente di fronte ai diversi fattori che possono limitare la produttività di alcune colture piuttosto che altre. La Scoscesa promuove anche la conservazione della biodiversità coltivando varietà più antiche, ad esempio di frutti di bosco, che si adattano meglio al suo modello di permacultura.

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La Tabacca

La Tabacca

La Tabacca si trova sulle alture di Genova, a Voltri, frazione Fabbriche di San Bartolomeo, in zona Ravin, nel luogo chiamato Pian di Costa. La casa, a 380 metri sopra il livello del mare, è circondata da 7 ettari di terreno, 4 dei quali un tempo dedicati al pascolo e oggi coperti di bosco, e 1 ettaro per ortaggi, menta e rose. La morfologia del terreno è caratterizzata da terrazzamenti ricavati in tempi passati scavando parti collinari, delimitate da muri in pietra, costruiti a secco recuperando pietre presenti in una piccola cava vicina. L’azienda produce ortaggi, frutti di bosco e trasformati.  Francesca, la titolare, punta sulla qualità e specificità del prodotto da collocare in nicchie e filiere locali. Con l’aumento e la piantumazione di alberi da frutta e nuove fasce di terra acquistate si prevede un aumento della produzione. La Tabacca utilizza metodi di progettazione e tecniche di coltivazione ecologiche come l’agricoltura sinergica e naturale, al fine di mantenere fertili i suoli e di prevenire l’erosione del terreno.

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Parsec Agri Cultura

Parsec Agri Cultura

Nel Parco Naturale della Marcigliana, nel 2014 Parsec ha iniziato il progetto Agri Cultura, una cooperativa sociale che usa l’agricoltura come strumento di inserimento lavorativo e sociale. L’azienda segue metodi di produzione sostenibili ed a basso impatto ambientale, come dimostra il processo di certificazione biologica iniziato nel 2018 e finito nel 2020, che include sia la produzione agricola che i successivi processi di trasformazione. Parsec Agri Cultura segue anche il modello dell'agronomia sociale, promuovendo la partecipazione al lavoro di fasce più fragili, come persone con disabilità o in fase di riabilitazione. All’interno dei campi è ospitata la voliera dell’associazione Tutela Pipistrelli, che lavora per salvaguardare, curare e riabilitare gli omonimi animali. Parsec Agri Cultura, inoltre, da sempre sostiene vertenze e battaglie a livello locale, come il percorso portato avanti da Terra! per ottenere una politica alimentare nella città di Roma.

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Pietra Di Scarto

Pietra Di Scarto

A Cerignola, nel foggiano, 27 ragazz* coltivano e trasformano olive e pomodori su tre ettari di terreni confiscati alla criminalità organizzata. Il loro obiettivo è quello di costruire un processo produttivo equo, inclusivo e sostenibile. I prodotti di Pietra Di Scarto sono coltivati in orti sociali, dando occasioni di lavoro a persone in difficoltà ed offrendo opportunità di inclusione dopo il carcere, la dipendenza e lo sfruttamento. Un esempio è l'iniziativa "Pomodoro Solidale", il cui obiettivo è la coltivazione di un prodotto sostenibile e senza sfruttamento. La cooperativa è anche attiva sul territorio con iniziative di antimafia sociale e sensibilizzazione, organizzate in collaborazione con altre realtà locali e nazionali. Tra queste c'è anche IN CAMPO! Senza caporale, un progetto di Terra! creato con l'obiettivo di offrire, tramite una formazione retribuita, un'alternativa al caporalato ai lavoratori migranti del foggiano. Il bene confiscato in cui avviene la produzione è dedicato a Francesco Marcone, dirigente pubblico assassinato il 31 maggio 1995 nella sua abitazione dalla mafia Foggiana.

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Semi di Tuscia

Semi di Tuscia

Nell'area fertile e vulcanica intorno al Lago di Bolsena, Stella e Lorenzo coltivano frutta, olive ed erbe aromatiche ed officinali sui 5 ettari di terreno, prendendosi cura del rapporto delicato di collaborazione e cooperazione con le altre forme di vita che popolano il loro suolo. Nel seguire il loro lavoro, fanno attenzione a rispettare lo spazio che coltivano. Per le lavorazioni meccaniche fanno uso di un trattore dal peso leggero, per evitare di non compattare troppo il terreno. Per proteggere le piante da parassiti non fanno uso di diserbanti, pesticidi o altri prodotti chimici, come dimostrano le certificazioni biologiche dei loro prodotti. Tra i loro obiettivi c’è anche quello di seguire un’agricoltura di piccola scala, che mira a ridurre al minimo gli sprechi e a garantire un reddito dignitoso a chi vi lavora. Semi di Tuscia è impegnata a livello locale in reti di contadini e comunità che tutelano un territorio minacciato dalla monocoltura di noccciola.

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TreBotti

TreBotti

Dal 2003, i 3 fratelli Botti guidano l’azienda Trebotti, con l’obiettivo di coltivare vigneti e produrre vini in maniera sostenibile e indipendente nella provincia di Viterbo. Nei suoi processi produttivi, l’azienda impiega sistemi che riducono l’uso di risorse esterne. Tra questi ci sono l’utilizzo di un compost aziendale a ciclo chiuso, un meccanismo di fitodepurazione e conservazione delle acque reflue e un sistema di vuoti a rendere.  Il modello agricolo Trebotti è biocertificato dal 2006 e neutrale in termini di emissioni di carbonio. Per risparmiare energia elettrica, la cantina è stata realizzata sotto terra, dove è necessaria meno corrente per la termoregolazione. L’azienda promuove anche l’informazione dei suoi consumatori, tramite l’uso di etichette parlanti

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Tularù

Tularù

A Ponzano di Cittaducale, in provincia di Rieti, Alessandra e Miguel hanno iniziato il progetto Tularù : un’azienda agricola che adotta pratiche di agricoltura organica rigenerativa. Insieme ad altre realtà del territorio, tra cui i gruppi di acquisto solidale, hanno creato una filiera locale di produzione e lavorazione di grani antichi, promuovendo un modello di economia locale, circolare e rispettosa del territorio. Con l’aiuto Valeria Galluzzi (architetto specializzata in bioarchitettura), lavorano per implementare soluzioni che riducono al minimo gli sprechi, facendo di ogni scarto una risorsa. Fanno uso di compost toilet, thermocompost e di una vasca di fitodepurazione per il riutilizzo dell'acqua. L’azienda è anche attiva a livello locale e promuove la coesione delle comunità che abitano il territorio. In estate, Tularù organizza la Festa della Mietitura, un’occasione di incontro e scambio tra le fasce più anziane e più giovani della popolazione. Inseme si parla di mietitura (facendo anche esperienza sul campo) e di sostenibilità.

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Tutti giù per terra

Tutti giù per terra

“Tutti giù per terra” nasce nel 2015 dal recupero di un terreno abbandonato, attraverso il sogno di una famiglia e dalla condivisione di una necessità: tornare alla terra, vivere insieme, lavorare all’aria aperta. Per questo, l'azienda ha messo l’aspetto sociale del lavoro in primo piano. Oggi Tutti giù per terra si estende per 8 ettari e mezzo sulle colline di Genova Voltri, i terreni sono destinati alle colture, al bosco e al pascolo. Un grande aiuto viene infatti dal rapporto sinergico con gli animali allevati: pecore, capre, galline, cavalli e asini aiutano Simona, la titolare dell’azienda, sia nella gestione dei terreni che nel lavoro della fattoria sociale.  Oltre all’allevamento, i terreni sono dedicati all’oliveto, all’orto stagionale e al frutteto. Tutti giù per terra lavora con tecniche sostenibili su terrazzamenti che guardano direttamente il mare. L’azienda ha anche un laboratorio di trasformazione che usa per progetti propri o per conto terzi. Qui, si è riusciti ad avviare un ciclo chiuso, basato sul riutilizzo degli scarti delle lavorazioni per la parte agricola e di allevamento.

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